Musiche

imageIl mercato discografico giapponese è, per volume di affari, il secondo al mondo e viene subito dopo quello statunitense. I giapponesi sono insomma dei gran consumatori di musica, compresa quella legata agli anime. Durante la realizzazione di un anime viene infatti messa grande cura nella creazione di colonne sonore e canzoni ad hoc, così che i cartoni abbiano appropriate sigle di apertura e chiusura, nonchè musical background utilizzati come sfondo alle varie scene. Solitamente la musica non viene utilizzata per la sola animazione, infatti molto spesso è raccolta in appositi supporti per essere venduta in altri canali. Fino a qualche anno fa erano i dichi in vinile, 45 e 33 giri, i supporti più diffusi, oggi tocca ai CD. Anche Lupin III ha avuto la sua buona dose di dischi. Molti i 45 e i 33 giri, pubblicati puntualmente all’uscita di ogni nuova serie televisiva o lungometraggio. Generalmente sulle cover di tali dischi era presente un’immagine dedicata al personaggio, tratta dall’anime o magari appositamente disegnata da Monkey Punch, il creatore del manga. All’interno potevano essere presenti agili pieghevoli con altre cover veniva talvolta dedicata alla cantante chiamata a prestare la propria voce alle canzoni. Con l’avvento dei CD, che da tempo hanno completamente sostituito il vinile,la situazione non è cambiata di molto, semmai le immagini sono state fatte più accattivanti e i booklet, i libretti che accompagnano la confezione, sempre più ricchi. In Giappone sono molto diffusi anche i mini CD, praticamente i moderni corrispettivi dei 45 giri in vinile,dalle dimensioni più piccole dei normali CD e il contenuto limitato a due brani. Negli ultimi anni, vista la grandissima popolarità di Lupin III e il gran numero dei pezzi musicali dedicatigli, sono state realizzate anche parecchie compilation, nonchè vere e proprie jazz session, in cui importanti artisti del mondo della musica si cimentano nel ricreare le atmosfere delle sue avventure. Le cover sono sempre dedicate a lui, ironico e beffardo, elegante e avventuroso: l’inafferrabile Lupin III. La musica ha sempre avuto grande importanza negli anime di Lupin III. Nel realizzare i brani per serie televisive e film si sono alternati molti musicisti, i più famosi dei quali sono certamente Norio Maeda, Takeo Yamashita e Yuji Ohno. Il primo ha firmato le musiche del film pilota del 1969 e ha avuto l’intuizione di fare del jazz, molto in voga in quel periodo, il genere portante della serie, tanto che il personaggio vi resterà legato per sempre. Yamashita, che si occupa delle musiche della prima serie, segue Maeda sulla via del jazz, ma lo arricchisce con brani derivati dalla tradizione giapponese e pezzi vocali. Ohno è ancora più elettrico. Chiamato a firmare la seconda e la terza serie televisiva, utilizza ancora molto il jazz ma lo condisce con musica tradizionale, classica , francese, flamenco e samba. Diviene anche il compositore più in voga tra i produttori e si occupa di svariati lungometraggi, tra cui Il castello di Cagliostro e Spada Zantetsu, infuocati!. In altri film viene dato spazio a nuovi artisti, come Kioshi Miyaura, che si occupa del commento musicale al film La cospirazione dei Fuma. Takayuki Negishi è in parte responsabile della colonna sonora de Il segreto del diamante penombra, mentre Seiji Suzuki aiuta Ohno in Viaggio nel pericolo. Ma la musica di Lupin, caso raro nel mondo degli anime, ha vita propria, anche al di fuori dell’animazione. Numerosi sono infatti i cd musicali che raccolgono i brani degli anime. Inoltre, vengono prodotte raccolte del tutto nuove, prevalentemente jazz, in cui trovano posto cover di pezzi entrati nella storia della musica, riadattati in “stile Lupin”, tra cui citiamo solo And I Love Her (di Lennon e McCartney), Just the Way You Are (di Billy Joel) e Manha de Carnaval (di Louiz Bonfo). Quel divolo di Lupin è riuscito a rubare anche delle canzoni!
È innegabile che il successo di Lupin sia imputabile in misura non trascurabile anche alle musiche che ne accompagnano le gesta. E questo per il semplice motivo che ogni canzone, ogni commento sonoro, in Lupin è sempre stato di altissima qualità, curato nei minimi particolari e soprattutto riconducibile ad un genere musicale ben preciso. Un’attenzione che non si riscontra spesso in un cartone animato. Sono vari i compositori succedutisi in questo compito e che hanno creato gli oltre 300 brani del repertorio di Lupin. Il primo, Norio Maeda, viene scelto alla fine del 1969 per le musiche del film pilota. Il progetto è sperimentale, per cui gli si chiede di realizzare solo qualche stacchetto che sottolinei alcune scene. Maeda, dato il poco tempo a disposizione, e la scarsa conoscenza del personaggio, ritiene che il genere ideale sia il jazz, in voga alla fine degli anni ’60. Lo rende però più accattivante e, per così dire, avventuroso. La prima serie invece è affidata a Takeo Yamashita, che, da buon conoscitore del manga di Monkey Punch, crea le atmosfere musicali che ha sempre immaginato in Lupin. Rimane fedele al jazz, ma se ne serve più moderatamente. Per lo più compone brani che derivano dalla tradizione giapponese, dai ritmi del periodo (i primi anni ’70), oltre a pezzi vocali accompagnati da una musica incalzante o, al contrario, lontana e frammentata. Le musiche sono realizzate anche da Charlie Kosei. La Nippon Television (NTV) nel 1977 contatta Yuji Ohno, un compositore che si produce da se i dischi e suona le tastiere in un gruppo chiamato You & The Explosion Band. Sarà d’ora in poi il compositore principale di Lupin. Ohno è prolifico e non limitato da generi e stili. Si trova a suo agio con la musica tradizionale, la classica, la francese, il flamenco, il samba e naturalmente il jazz, vero e proprio marchio di fabbrica del nostro ladro. Caratteristica di Ohno è l’estrema cura delle esecuzioni per le quali utilizza tantissimi strumenti. Suoi i brani più famosi e riconoscibili da tutti (anche dai semplici spettatori non particolarmente interessati), come Lovin’ You Lucky, Superhero, Manhattan Joke, il famoso tema nelle varie versioni del 1979, 1980, ecc., la bellissima Honoo No Takaramono da Il castello di Cagliostro. Tra i compositori Ohno è certamente quello che ha la parte maggiore nel successo di Lupin. Il quarto compositore è Kioshi Miyaura a cui la TMS commissiona imagenel 1987 il commento musicale del film Fuma Ichizoku No Inbo. predilezione di Miyaura è per la techno, e realizza i brani quasi totalmente al computer. Le sue canzoni sono cantate da Wami Miyaura. Seiji Suzuki affianca Ohno nel quinto special, Rupan Sansei – Rupan Ansatsu Shirei, del 1993. Per finire Takayuki Negishi è all’opera nell’ottavo special Rupan Sansei Towairato Jemini No Himitsu – The Legend Of Twilight Gemini, del 1996, il cui tema principale si deve comunque ad Ohno.

Sigle italiane
La sigla italiana della prima serie televisiva, Planet O (RCA, 1979), scritta da N. Cohen (testo) e S. Woods / F. Safi (musica), cantata da Daisy Daze and the Bumble Bees, presenta una strana anomalia: narra di fantomatici pirati provenienti da un non meglio specificato “Pianeta O” ed è totalmente scollegata dai protagonisti e dalle vicende dell’anime. Il testo, che parla esplicitamente di pratiche sadomasochiste, sembra essere ispirato al romanzo erotico Histoire d’O. La sigla della seconda serie televisiva è intitolata semplicemente Lupin (RCA, 1982), ma è nota anche come Lupin (fisarmonica), per la presenza di una fisarmonica nell’introduzione strumentale e nell’accompagnamento. Il testo è di Franco Migliacci e la musica è di Franco Micalizzi. È cantata da Irene Vioni, con l’accompagnamento dell’Orchestra Castellina-Pasi, e fu preferita a Lupin, ladro gentiluomo, realizzata da I cavalieri del re ma rimasta inedita in TV. Preferire il valzer di un’orchestra di liscio romagnola al brano di un gruppo più moderno e specializzato in sigle di cartoni fu una scelta ritenuta coraggiosa, ma premiata dal successo che Lupin (fisarmonica) riscuote ancora oggi tra gli appassionati di anime. La sigla italiana della terza serie, Lupin, l’incorreggibile Lupin, è interpretata da Enzo Draghi, composta da Carmelo Carucci e Alessandra Valeri Manera che hanno concesso, per le reti francesi, il riadattamento per la serie Olive et Tom e per quella spagnola intitolata “Oliver y Benji, los magos del balon” (Capitan Tsubasa in originale, in italiano nota come Holly e Benji).