Crea sito

Lupin III – Walther P38 – Nome in codice: TARANTOLA

280px-Lupin_III_-_Walther_P38
Titolo originale:
Lupin III – Warusa P38 – In Gedenken an die Walther P38
Storia originale:
Monkey Puch
Regia:
Hiroyuki Yano
Sceneggiatura:
Shoji Yonamura
Produttori:
Toshio Nakatani, Yasumichi Ozaki
Musiche:
Yuji Onho
Supervisione delle animazioni:
Hiroyuki Yano
Character design:
Kizaki Fumitomo
Una produzione:
Tom’s Entertainment
Anno di produzione:
1997
Durata:
93 minuti

« Ora vedrai chi è tenero e con il cuore nobile. Una sola Walther al mondo è più che sufficiente! »
(“Lupin III”)

TRAMA

Lupin III, in compagnia dei suoi inseparabili amici, questa volta si reca su un’isola maledetta mosso non soltanto dal desiderio di trovare un tesoro (sebbene anche questa volta una ricchezza ci sia e pure ingente!), ma anche, come riferirà egli stessa alla bella quanto triste Ellen, per chiudere un capitolo della sua vita. La situazione degenererà, e Lupin si ritroverà prigioniero di un’organizzazione di spietati briganti assassini conosciuta come “La Tarantola” (dal tatuaggio che portano sulla mano), vittima di un veleno che gli impedirà di evadere. Burattinaio dell’isola è Gordeaux, supportato e sovvenzionato in gran segreto dai governi mondiali, al servizio dei quali pone l’operato di tutti i suoi uomini. E così Lupin, Fujiko, Goemon e Jigen hanno a che fare con psicopatici inferociti e disadattati, satelliti programmati per distruggere, gas venefici, alleanze segrete… e in mezzo a tutto questo, Lupin cerca ancora il proprietario della Walther P38 che ha sparato a Zenigata…

COMMENTO

Realizzato nel 1997, Walther P38 è il nono speciale televisivo dedicato a Lupin III. E’ proprio a partire da questo film che i produttori della TMS decidono di affidare la ragia degli speciali, in precedenza diretti da veterani come Osamu Dezaki e Masaaki Osumi, a registi più giovani, forse con l’intenzione di rendere il personaggio più moderno e accattivante. Il primo tra le nuove leve è Hiroyuki Yano, che firma proprio la regia di Walther P38, ma che in pasato ha già collaborato ad altri film di Lupin III, per esempio a Dead or Alive come direttore dell’animazione. La sceneggiatura è invece affidata a Shoji Yonemura, anch’egli con altre collaborazioni al proprio attivo, che scrive una tra le storie più tragiche e cupe del vasto universo narrativo del noto ladro nipponico. Questa volta Lupin III ha a che fare con una spietata banda di ladri e assassini nota come Tarantola; il nome è dovuto al simbolo che ognuno dei suoi numerosi componenti porta tatuato sulla mano destra. L’organizzatissima banda attrae Lupin non solo per l’enorme tesoro che questa ha accumulato negli anni, ma anche per via di un suo misterioso legame con il passato del nostro personaggio, che ha a che fare con una pistola Walther P38. Sarà lo stesso Lupin, una volta giunto sull’isola-base dell’organizzazione, ad affermare. “Io sono venuto qui per concludere un capitolo della mia esistenza”. Nonostante le sue incredibili doti, Lupin incontrerà non poche difficoltà nell’affrontare la Tarantola, la cui esistenza è ammantata da un velo oscuro di malvagità. Finirà anche per essere catturato e costretto ad arruolarsi tra le sue file, proprio a causa di quel tatuaggio a forma di aracnide, che è in realtà un veleno mortale per chi non si piega ai desideri dell’organizzazione. Lupin scopre così che molti dei presenti sull’isola agiscono contro la propria volontà. Frà questi vi è anche la bella Ellen, al cui fascino triste e selvaggio Lupin non può resistere. Per questo motivo egli vuole fuggire e liberare coloro che non intendono più sopportare il giogo della Tarantola. Elabora quindi un complesso e pericoloso piano, purtroppo destinato a finire in tragedia per molti dei partecipanti. Come già detto, il lungometraggio è uno dei più drammatici. Sono bandite anche le tipiche scene comiche che fanno come protagonista Zenigata; l’ispettore, infatti, è praticamente fuori gioco dato che a inizio film rimane gravemente ferito dalla Walther P3 del titolo e deve affrontare una lunga convalescenza. Per ciò che riguarda il character design, Kizaki Fumitomo dà un tocco di modernità in più al personaggio e alle sue imprese: ecco quindi un Lupin slanciato e un pò spigoloso, con qualche ciuffo di capelli fuori posto. Infine, prima di lasciarvi alla visione, un piccolo consiglio: non perdetevi i titoli di coda, perché proprio lì, mentre scorrono i nomi dei numerosi professionisti che vi hanno contribuito, avverrà il vero epilogo della vicenda e si scoprirà il destino finale della pistola “protagonista” del film.

LA CANTANTE

La canzone iniziale, Theme from Lupin III ’97, e quella finale, Hiromi wo Wasurenaide, del film Walther P38 sono cantate da Emi Shinohara, un’artista nota agli appassionati di anime. Nata l’8 agosto 1963 a Fukushima, il suo nome completo è Emiko Shinohara, mentre il suo gruppo sanguigno 0 indica, secondo la credenza nipponica, entusiasmo e propensione al successo. Shinohara è sia doppiatrice sia cantante. Nel primo caso ha collaborato ad anime come AD Police, Magic Knight Rayearth, Miyuki-chan in Wonderland, Moldiver, Pretty Soldier Sailor Moon, Project A-ko. Nel secondo caso, la sua partecipazione a serie è film animati è talmente vasta che per brevità citiamo solo Sailor Moon, Magic Knight Rayearth e Card Captor Sakura.

IL PERSONAGGIO

Personaggio di grande importanza all’interno del film Walther P38, Ellen è un membro dell’organizzazione criminale Tarantola. Giovane e affascinante, è però perennemente avvolta da un’aura di tristezza, dovuta al suo difficile passato, alla morte del fratello Alex e alla sua condizione di prigioniera. Dal fisico agile e slanciato, è abilissima nei combattimenti corpo a corpo, durante i quali si muove come un’acrobata. Nonostante sia membro di una banda di assassini, la ragazza cerca di non nuocere alle vittime designate dalla Tarantola. Il suo sogno è di conquistare quella libertà a cui anela da sempre, dando in questo modo anche un senso alla morte del fratello a cui era molto legata. Ellen prova per Lupin III sentimenti di affetto, stima e gratitudine; ciò nonostante non cede mai alle sue lusinghe.

IL MONDO DI LUPIN

Il film Walther P38 è conosciuto anche con altri titoli. Già, in originale vantava un particolare sottotitolo tedesco, In Gedenken an die Walther P38 (“A ricordo della Walther P38”). In Italia invece è stato trasmesso in televisione come Nome in codice: Tarantola. In effetti i nome del personaggio e dei suoi lungometraggi nel nostro Paese sono stati spesso oggetto di cambiamento creando una certa confusione. Originariamente Lupin III era noto come Arsenico, mentre Fujiko Mine come Margot o, in rari casi, Rosaria. Anche i giapponesi hanno contribuito al caos: quando Lupin venne presentato per la prima volta dalla casa di produzione TMS ai possibili acquirenti occidentali, fu ribattezzato Cliff Hanger, gioco di parole che si rifà al termine Cliffhanger (letteralmente “appeso a un dirupo”), teso a indicare quelle situazioni, tipiche del cinema e della narrativa avventurosa, per cui l’eroe alla fine di ogni puntata si trovava in una situazione pericolosa e lo spettatore saprà se si trarrà d’impaccio solo nella puntata successiva. Risolti i dubbi e uniformati i nomi del personaggi, la confuzione sui titoli dei film continua invece a sussistere. Alcuni di loro sono infatti conosciuti con due, talvolta tre titoli italiani. Per esempio il primo special televisivo Bai Bai Ribatii Kiki Ippatsu! (“Bye Bye libertà! Scoppia la tigre”) è stato cambiato sia in Il Virus Beta sia in Lupin e il mago dei computer. Il sesto special, Moeyo Zantetsu Ken, oltre che con l’esatta traduzione Spada Zantetsu Infuocati! è apparso in Italia anche con i titoli Il mistero del dragone e Lupin e il tesoro del Titanic. D’accordo che Lupin è inafferrabile, ma così diventa anche incomprensibile!

Translate »