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Lupin III – Tutti i tesori del mondo

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Titolo originale:
Lupin The 3rd – Swallowtail Tatoo
Tratto da un manga creato da:
Monkey Punch
Produttore:
Yasimichi Ozaki
Sceneggiatura:
Toshimichi Ohkawa
Supervisione della sceneggiatura:
Hyun’ichi Iioka
Character design:
Satoshi Hirayama
Direzione dell’animazione:
Satoshi Hirayama
Meka design:
Yoshio Mizumura
Direzione della fotografia:
Yasuhisa Endo
Direzione artistica:
Akira Suzuki
Direzione delle musiche:
Seiji Suzuki
Musiche composta da:
Yuji Ohno
Montaggio:
Jun Taguma
Regia:
Hidehito Ueda
Una produzione:
TMS ENTERTAINMENT, LTD.
Anno di produzione:
2004
Durata:
90 minuti

TRAMA

Lupin III, ormai lo si è capito, è un ladro. Questo vuol dire che se avviene un furto il suo ruolo è quello di chi scappa col bottino. Bottino oggi, bottino domani, è forse inevitabile che le parti si invertano e qualcuno tenti di rubare lui e portarselo via. E pure con successo: da un momento all’altro Lupin viene incaricato di impadronirsi dell’Occhio del Toro, una gemma leggendario e leggendariamente protetta da una maledizione sterminaladri. Non che ci siano molte scelte: dal successo della missione dipende la permanenza in vita non solo di Lupin ma anche della curvacea Fujiko, tenuta ostaggio dal misterioso committente. Potrebbe anche bastare, ma non basta: perché qualcun altro è in concorrenza con Lupin in una gara a scoprire la verità su un delitto di molto, molto tempo prima.

DENTRO AL FILM

La fitta e complessa rete di relazioni che  tiene insieme il gruppo formato da Lupin III, Jigen, Goemon e Fujiko (sorta di quattro moschettieri del furto) non rappresenta certo una novità per i fan del personaggio. Ma nessun film, o puntata televisiva, ha ben evidenziato tale cementato mix di rapporti con Tutti i tesori del mondo. Persino un character taciturno come Goemon arriva a esclamare “che ci piaccia o no, siamo indissolubilmente legati uno all’altro“. E lo dimostrano i fatti, che vedono il gruppo superare divergenze e rivalità per affrontare, e vincere, avversità altrimenti insormontabili per i singoli. E’ essenzialmente questo il messaggio di fondo della pellicola, supportato da una buona animazione, ottimi sfondi e, soprattutto, da uno dei più belli e moderni character design dedicati a Lupin, frutto del solito Satoshi Hirayama, uno dei più talentuosi designer sulla piazza. Nulla di particolarmente nuovo per quel che riguarda la trama, dopotutto quella degli anime di Lupin è una formula ben collaudata e sulla cresta dell’onda da ormai quarant’anni, ma così ben confezionata da incantare ogni volta. Un plauso, quindi, anche al regista Hidehito Ueda e allo sceneggiatore Toshimichi Okawa che hanno saputo imbastire una storia che alterna azione e pause riflessive, tensione e scenette divertenti. Non mancano i piccoli tocchi di classe, le proverbiali ciliegine sulla torta. Come Yuji Ohno, compositore storico di Lupin, che suona il piano in un localino. Oppure la breve ma piacevolissima sequenza collocata dopo i titoli di coda (non perdetevela!). O, ancora, gli splendidi paesaggi francesi che fanno da sfondo a buona parte della vicenda. Soffermarsi sui dettagli per gli artisti al lavoro sugli anime di Lupin sembra non essere più un lusso, ma un diritto guadagnato sul campo dal personaggio e da chi fino a oggi ha contribuito al suo incredibile successo. Meglio per lui, e meglio per noi che continuiamo a godere delle sue avventure.

IL PERSONAGGIO

Si chiama Rebecca Lambert, ma tutti la chiamano Becky, un’abbreviazione in linea con la sua giovane età. Si tratta, infatti, di una ragazzina, ma non chiamatela così, perché la manda su tutte le furie. Capelli biondi e corti, grandi occhi verdi magnetici, fisico un pò acerbo, atteggiamento sbarazzino, Becky è una ragazza vivace e intelligente, ma anche impulsiva e quindi propensa a cacciarsi nei guai. E’ una ladra, tanto abile da poter competere con Lupin III e pronta a ogni acrobazia pur di portare a compimento i propri piani. Col famoso ladro ingaggia una sorta di competizione e vanta un legame che nasce nel passato, sottolineato dal tatuaggio a forma di farfalla sulla spalla sinistra. Un tatuaggio portato anche da sua madre, Chaterina Lambert, che di Lupin è stata per qualche tempo “socia in affari“. Alla ricerca del responsabile della morta della donna, Becky nutre sospetti anche su Lupin, ma dopo varie vicissitudini deve ricredersi. La caccia all’assassino, comunque, continua a rendere Becky estremamente nervosa e imprudente. Entrare in contatto con Lupin significa avere a che fare anche con i suoi soci e, dopo un inizio difficile, la giovane Becky diventa una sorta di mascotte del gruppo, una “protetta” a cui tutti guardano con affetto. Entrata nella parte, Becky chiama Zenigata paparino” mostrando affinità con Lupin e facendo nascere qualche sospetto. Il simpatico ladro e sua madre erano colleghi o legati anche sentimentalmente? E in tal caso Becky, potrebbe essere… No, impossibile almeno stando a quanto afferma Lupin.

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