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Lupin III – Spada Zantetsu-ken, Infuocati!

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Titolo originale:
Rupan Sansei – Moeyo Zantetsu ken
Storia originale:
Monkey Punch
Sceneggiatura:
Nobuaki Kishima
Direzione dell’animazione:
Hisashi Eguchi
Direzione della fotografia:
Hajime Hasegawa
Montaggio:
Masatoshi Tsurubuchi
Regia:
Masaharu Okuwaki, Junichi Iioka
Assistenza alla regia:
Yuji Himaki
Produttori:
Tadahito Mastsumoto, Mikihiro Iwata, Kyo Ito
Produttore esecutivo:
Hidehiko Takei
Musiche:
Yuji Ohno
Coordinamento delle musiche:
Seiji Suzuki
Anno di produzione:
1994
Durata:
90 minuti

TRAMA

La dimora degli Iga viene depredata di uno dei suoi tesori più preziosi: una piccola statua di dragone. Ottanta anni dopo, Lupin cerca quella statua all’interno dei resti del Titanic. Dopo il recupero, molte persone si fanno avanti per portarglielo via; persone disposte ad utilizzare qualsiasi mezzo pur di ottenerla, perfino Goemon. Perché tutti desiderano tanto quella semplice statua? Essa è davvero soltanto ciò che sembra? Quale oscuro segreto cela al suo interno? E cos’è possibile fare dopo averlo svelato, che cosa si può ottenere di tanto grande da spingere gli uomini a tradire e a uccidere se stessi? Il mondo!

COMMENTO

Spada Zantetsu, infuocati! è il sesto special televisivo dedicato alle avventure di Lupin III e, per buona parte, è incentrato su avvincenti incontri/scontri, sia culturali che reali. Ne sono un esempio il continuo riferimento ai contrasti tra Giappone antico e moderno, oppure tra ninja e samurai, o ancora il confronto tra Lupin e Goemon. Facce diverse della stessa medaglia, che talvolta convivono, ma altre volte entrano in conflitto, che hanno punti di contatto così come di divisione. Ma partiamo dal principio. Il lungometraggio si apre con Goemon intento ad assistere a una rappresentazione teatrale dedicata al suo avo, e omonimo, Goemon Ishikawa, un ladro del periodo Edo (1600-1868). Non si tratta di un intrattenimento qualsiasi, bensì di un’opera del teatro Kabuki, tradizionale forma di spettacolo popolare di genere drammatico, in cui recitano soltanto uomini (truccati da donna per le parti femminili). Mentre Goemon è immerso nelle atmosfere del Giappone antico, in una sala giochi Lupin è avvolto da un’atmosfera più moderna e consumistica; il ladro è infatti alle prese con un ufo catcher, una sorta di macchinetta da Luna Park che prevede l’utilizzo di un braccio meccanico per afferrare un oggetto da vincere, in questo caso un pupazzetto dello stesso Lupin. Sia Goemon sia Lupin verranno messi in fuga da un inaspettato attacco di ninja, letali killer che Goemon affronta a colpi di katana. Anche in questo caso si assiste alo scontro tra due aspetti antiteci della cultura giapponese: il samurai, guerriero che fa dell’onore un elemento imprescindibile, e il ninja, che agisce mascherato per svolgere i “lavori sporchi” che sarebbero disonorevoli per la casta dei guerrieri. Altro scontro di notevole interesse è quello che in seguito coinvolgerà Lupin e Goemon, interessati a mettere le mani sul medesimo oggetto, pur se per scopi differenti. I due potrebbero arrivare anche a battersi, una situazione che si è già verificata ai tempi del loro primo incontro, ma ora decisamente inaspettata visto la salda amicizia che li lega oramai da anni. Ma cosa potrebbe portare a tale, inaspettato sviluppo? Ovviamente un oggetto di grande valore, la statuetta di un drago affondata nel 1912 col famosissimo Titanic, la nave da crociera che faceva la spola tra Europa e Stati Uniti. Lupin intende impadronirsi del dragone purchè si tratta dell’unico furto che non è riuscito al suo antenato; Goemon invece perchè il drago è in qualche modo legato alla sua casata e al mistero dell’invincibilità della sua spada. Ma altri desiderano l’ambito oggetto, come il re della mafia di Hong Kong Chin Chin Chu, e la bella Fujiko che cerca di sedurre quest’ultimo. La situazione, insomma, è estremamente complicata, peggiorata dal fatto che le ricerche si devono svolgere sul fondo dell’oceano e che Chin Chin Chu ha sguinzagliato contro Goemon una setta di ninja, inoltre, fa il suo ingresso in scena anche Kikyo, una ragazza un tempo amica di Goemon e ora esperta ninja, che sembra schierarsi dalla sua parte. Mentre misteri e inseguimenti si susseguono, portando anche il solito Zenigata a unirsi alla caotica sarabanda, sono molte le occasioni in cui Goemon e i ninja devono incrociare le lame, dando vita a dinamicissimi combattimenti in cui vanno apprezzate l’agilità dei contendenti e la fluidità dell’animazione. Merito anche di un bel character design, pulito e tondeggiante, che rende ogni cosa più morbida. Per sapere come si concluderà la vicenda bisognerà, come di consueto, visionare il film, ma è certo che, anche questa volta, le manette di Zazà non riusciranno a chiudersi attorno ai polsi di Lupin III.

IL DIRETTORE DELL’ANIMAZIONE

Hisashi Eguchi è un artista eclettico, in grado di spaziare dai manga agli anime, dalla grafica all’illustrazione. Partecipa in varie vesti (character designer, direttore delle animazioni, ecc..) a importanti lungometraggi animati tra cui Spriggan (1998), Roujin Z (1991), Perfect Blue (1997). Come illustratore, firma parecchie copertine di riviste e realizza volumi in cui riproduce la figura umana in numerosissime pose e situazioni, proponendo così una sorta di manuale per disegnatori. Tra i suoi manga va ricordato il demenziale Nantokanarudesho!, collezione di storie brevi e autonome di cui cura la supervisione, ma che non sempre realizza di suo pugno. Le sue opere sono caratterizzate da un tratto spesso e pulito, e da forme morbide e tondeggianti.

IL PERSONAGGIO

Questa volta sotto i riflettori troviamo Kikyo, una graziosa ragazza ninja sbucata, direttamente dal passato di Goemon. Dalla figura longilinea e dalle agili movenze, Kikyo indossa abiti che mediano tra l’esigenza di praticità del ninja e la vanità femminile. Curiosi, in particolar modo, gli orecchini a forma di stella che ricordano gli shurikane, le armi da lancio dei famosi killer giapponesi. Fragile all’apparenza, in realtà Kikyo è una donna molto forte, abilissima nei combattimenti, soprattutto con la spada. Quando era bambina è stata una grande amica di Goemon e ora, perlomeno apparentemente, sembra esserne innamorata. Nasconde però un segreto e un obiettivo che potrebbero rivelarsi letali per Lupin III e compagni. Dopotutto, non bisogna mai fidarsi di un ninja, specie se donna.

IL MONDO DI LUPIN

Personaggio di grande successo internazionale, in Giappone Lupin III è una vera e propria icona e, come tutte le star del mondo dei manga e degli anime, nel corso degli anni ha dato vita a una vastissima produzione di gadget e giocattoli. Particolarmente ben riuscite sono le Action Figure. Si tratta di “pupazzi”, alti una trentina di centimetri, che riproducono fedelmente il soggetto in questione. Non solo Lupin, ma anche i suoi compagni di avventure nonché Zenigata e qualche avversario, si sono visti dedicare diverse Action Figure. Snodate in più punti, possono essere posizionate come si preferisce. Mentre il personaggio è realizzato in plastica, gli abiti, molto ben curati, sono spesso in stoffa, in modo da rendere più realistico il tutto. I singoli characters sono poi dotati di personali accessori: l’immancabile pistola Walther P38 per Lupin, la katana per Goemon, le manette per Zenigata, ecc. Ovviamente le mani sono realizzate in modo da poter impugnare tali oggetti. Il risultato finale è davvero suggestivo ed è difficile considerare tali oggetti semplicemente dei giocattoli, quanto piuttosto pezzi da collezione o divertenti soprammobili da tenere sulla propria scrivania, cosa che ormai fanno migliaia di fan giapponesi. Nella terra del Sol levante, infatti, basta recarsi in qualsiasi negozio di giocattoli per imbattersi in svariati soggetti di queste riproduzioni in miniatura della gang di Lupin.

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