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Lupin III – Ruba il dizionario di Napoleone

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Titolo originale:
Rupan Sansei – Naporeon no jisho o ubae
Storia originale:
Monkey Punch
Sceneggiatura:
Hiroshi Kashikawara
Direzione dell’animazione:
Hideyuki Motohashi, Hashi Shinsuke, Terasawa Yasuji, Nagaoka Masaki, Hosoyama Ayumi, Kudo
Character design:
Masa’aki Kudo
Regia:
Osamu Dezaki
Regia operativa:
Yukio Okazaki, Keitaro Motonaga
Produttori:
Yadahito Maysumoto, Kyo Ito
Musiche:
Yuji Ohno
Cantante:
Ruiko Kurahashi
Anno di produzione:
1991
Durata:
90 minuti

« Lo stanno cercando i servizi segreti di tutto il mondo. »
(“Zenigata parlando di Lupin III”)

TRAMA

Lupin III questa volta sembra trovarsi davvero nei guai: infatti sono addirittura i Sette governanti delle maggiori potenze della Terra a fargli dare la caccia, coinvolti che per risollevare l’economia mondiale, sconvolta dalla guerra del Golfo, sia appunto indispensabile possedere il favoloso tesoro lasciato da Lupin I ai discendenti, ormai rappresentati unicamente dal nostro eroe. In mezzo a tanto dispiegamento di forze si muove ignaro Lupin insieme ai suoi amici (compresa la bella Fujiko, a caccia di un giovane facoltoso da sposare), intenzionato più che mai a recuperare il dizionario di Napoleone, unico libro in grado di scogliere un dubbio sulla natura storica che stuzzica la sua curiosità. E così fra un inseguimento e un bombardamento, Lupin si troverà a correre su una macchina d’epoca tra la Scozia, la Spagna e la Francia, braccato dall’instancabile Zenigata e da un’affascinante ragazza…

COMMENTO

Ruba il dizionario di Napoleone, noto in Italia anche col titolo L’impero dei Lupin, è il terzo special televisivo dedicato al geniale ladro Lupin III, affidato a un collaudato team di professionisti tra cui spiccano Osamu Dezaki e Hiroshi Kashiwabara, che danno vita a una storia movimentatissima. Il Lupin III di questo film, infatti, è più donnaiolo che mai, esagitato, propenso alle trovate folli e paradossali, nonché alla frenetica ricerca di tesori e fanciulle da conquistare. Questa volta deve addirittura vedersela con le polizie e gli eserciti dei sette Stati più industrializzati del mondo. Questi intendono catturarlo per risalire al tesoro dei suoi avi, valutato ben 200 trilioni di dollari, con cui sperano di rimettere in sesto le proprie economie in seguito alla prima guerra del golfo. Allo stesso tempo Lupin, aiutato dagli immancabili soci, sta cercando di impossessarsi del mitico dizionario di Napoleone in cui, a detta dell’autore, “non esiste la parola impossible“, proprio come nel vocabolario di Lupin III. Il libro, oltre a possedere un grande valore storico, nasconde un prezioso segreto: contiene gli appunti per arrivare al tesoro dei Lupin, svanito ai tempi del nonno del nostro geniale ladro. Lupin III scopre dai quotidiani che il dizionario è stato messo in palio in una gara d’auto d’epoca, da disputarsi tra Madrid e Parigi. Inutile dire che è pronto a gettarsi nell’impresa con un mezzo da lui “rimaneggiato” per contenere i trucchi più incredibili. Da qui in poi è tutto un susseguirsi di sparatorie, colpi di scena e trovate genialoidi. Non può ovviamente mancare l’instancabile Zazà, l’ispettore Zenigata, sempre alle calcagna di Lupin. Il film se fa notare soprattutto per alcune gag esilaranti, tra cui la sequenza in cui Lupin si traveste traendo ispirazione da…un’originale opera “artistica” (a voi il compito di scoprire quale!). Molto interessanti anche le situazioni di contorno che sconvolgono i personaggi spalla oramai divenuti, nel corso degli anni, dei veri e propri coprotagonisti. In particolare la storia d’amore tra Zenigata e una collega, ma anche l’atteggiamento dell’ imperturbabile Goemon, dall’inarrestabile spada, che una volta tanto prende in giro sè stesso citando ripetutamente un film sugli yakuza, i mafiosi giapponesi. Dal canto suo, Fujiko cerca di sedurre un ricco partecipante alla gara automobilistica, sperando di sistemarsi definitivamente. ma anche lei andrà incontro a non poche sorprese. Tutto ciò porta a un finale a dir poco scoppiettante, anzi davvero esplosivo, poichè oltre a tutti i personaggi vi convergono gli eserciti dei maggiori Paesi del mondo, dando vita a un conflitto a fuoco degno degli spettacoli pirotecnici della notte di San Lorenzo. Solo un’altra strampalata idea di Lupin III tirerà fuori tutto il gruppo dai guai. lasciando a bocca aperta gli astanti. E il tesoro dei Lupin? Ehi, non è lecito svelare tutto in queste poche righe: per sapere in cosa consiste e qual’è il suo vero valore dovrete guardare il film, ma è certo che rimarrete a bocca aperta, proprio come chi lo ha scovato dopo un’estenuante ricerca. Dopotutto è il tesoro della famiglia Lupin, quindi non può certo trattarsi di qualcosa di convenzionale.

LO SCENEGGIATORE

Hiroshi Kashiwabara è nato a Tokyo il 6 settembre 1949 e sin dagli anni Ottanta svolge l’attività di sceneggiatore per cinema e televisione. Nel campo dell’animazione, si segnala il suo apporto a Lupin III, per cui ha firmato alcune puntate della terza serie televisive e diversi lungometraggi, tra cui Resa dei conti per Lupin (1990), Le profezie di Nostradamus (1995), Dead or Alive (1996). Attivo anche sul fronte delle produzioni live action, si è occupato di serie televisive come Scar Angels, Howl to the Sun e Dangerous Detectives. Ha inoltre sceneggiato due lungometraggi su Godzilla, il popolarissimo dinosauro radioattivo della cinematografia di genere nipponico: Godzilla Vs. Space Godzilla (1994) e Godzilla (2000).

IL PERSONAGGIO

In un film di Lupin III che si rispetti non può mancare una guest star femminile. Questa volta tocca a Kieko Kido, dell’Agenzia Nazionale di Sicurezza. Carina ed estremamente compita, Kieko pare molto attaccata al lavoro e consapevole dei propri doveri, cui si applica con tutta se stessa raggiungendo buoni risultati. Nel film in questione, viene affiancata al commissario Zenigata perché lo aiuti a catturare Lupin III. Un pò alla volta sembra infatuarsi del burbero Zazà, tuttavia ciò che le dà la spinta finale tra le sue braccia è un equivoco o meglio un imbroglio: travestito come il suo più acerrimo rivale, è Lupin III a sussurrarle parole gentili e a rubarle un bacio. L’attrazione che Kieko prova è quindi per il poliziotto in impermeabile o per il ladro in giacca? Forse non lo sa neanche lei o forse i due rappresentano differenti lati della stessa medaglia…

IL MONDO DI LUPIN

Durante il film Ruba il dizionario di Napoleone! Jigen chiede in prestito a Lupin III la sua pistola. La risposta della simpatica canaglia è positiva, ma subito dopo aggiunge: “trattala bene, le sono affezionato”. Già, perché l’arma di Lupin III è sempre la stessa e lo accompagna sin dalla prima avventura. Si tratta di una Walther P38, calibro 9mm Luger (parabellum), 8 colpi, prodotta in Germania. Un oggetto di precisione e dalla bella linea, dal sapore un pò retrò. Lupin la tiene in una fondina ascellare e la porta quasi sempre con sè, tuttavia non la usa quasi mai. Pur essendo molto abile con le armi da fuoco (anche se non quanto Jigen), Lupin non ama la violenza e per stendere i suoi avversari, senza far loro troppo male, preferisce trucchi, piccoli ordigni e marchingegni vari. Il legame con quell’arma da fuoco rimane quindi principalmente affettivo, mentre nel film Walther P38 si scopre che il suo primo socio possedeva la medesima arma, anche se maggiormente decorata. Paradossalmente, Lupin utilizza più spesso delle armi giocattolo, come la “pistola a ventosa” che appare nel lungometraggio “Le profezie di Nostradamus e di cui il ladro si serve sia per tappare la bocca ai propri avversari sia per arrampicarsi nei posti più impensati. Insomma, Lupin III è certamente un ladro, il più abile al mondo, ma non un assassino, come ben sa anche il suo più acerrimo nemico, l’ispettore Zenigata.

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