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Lupin III – Il mistero delle carte di Hemingway

Lupin III - Il Mistero delle carte di Hemingway Logo
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Titolo originale:
Hemingway Papers no Nazo – (ルパン三世 ヘミングウェイ・ペーパーの謎 Rupan Sansei – Hemingwei pēpā no nazo)
Produttori:
Hidehiko Take, Kyo Ito, Tadahito Matsumoto
Ideazione e supervisione generale:
Monkey Punch
Sceneggiatura:
Hiroshi Kashikawara
Storyboard e regia:
Osamu Dezaki
Direzione artistica e scenografia:
Shuichi Hirata
Direzione della animazioni:
Noboru Furuse, Satoshi Hirayama, Yasushi Nagaoka, Ayumi Kudo
Fondali:
Studio Fuga
Direzione della fotografia:
Hajime Hasegawa
Character design:
Norovu Furuse, Yuzo Aori
Musiche:
Yuji Ohno
Anno di produzione:
1990
Durata:
92 minuti

« Fra due mesi anche tuo marito si butterà dalla finestra piuttosto che avere te come minestra! »
(“Lupin III ad una coppia in luna di miele”)

Il mistero delle carte di Hemingway è un film di matrice classica, per l’esattezza il secondo special televisivo dedicato a Lupin III. Non a caso è stato affidato a un veterano degli anime come Osamu Dezaki, che ne ha firmato sia la regia che lo storyboard. Il punto di partenza della vicenda ha radici letterarie. Si vocifera infatti che lo scrittore Ernest Hemigway, prima di morire, abbia scritto alcune pagine in cui narra di un favoloso tesoro. Un racconto a cui, ovviamente, Lupin III si dimostra subito molto interessato! Il ladro, quindi, inizia la caccia al manoscritto e dopo averlo trovato, si dirige verso l’isola di Colcaca, nel Mar Mediterraneo, dove sembra dia nascosto l’ambito tesoro. Tuttavia, l’avventura è appena all’inizio, poichè sull’isolotto convengono molti individui loschi, tutti alla ricerca della leggendaria fortuna. Tra questi, Consano e Carlos, un tempo soci e ora rivali, a capo di due veri e propri eserciti di mercenari che si contendono il dominio sull’isola. Poi Marces, trafficante d’armi e principale fornitore dei due, che vorrebbe a sua volta mettere la mani sul bottino. Inoltre sul posto ci sono i “soliti noti” tra cui Fujiko, che seduce il trafficante Marces, il vecchio Zenigata, ovviamente sulle tracce di Lupin, e Jigen e Goemon, giunti sull’isola con il desiderio di affrontare alcune questioni irrisolte. Già, perchè Jigen è alla ricerca di Mash il matto, il socio che cinque anni prima lo ha tradito e quasi ucciso in Alaska, mentre Goemon vuole verificare se davvero la cassetta di Pandora (ove è nascosto il segreto di Hemingway) sia l’unico oggetto che la sua formidabile spada non è in grado di spezzare. Insomma, i compagni di tante avventure questa volta appaiono divisi e sembrano interessati a condurre in solitario le proprie ricerche. Ma sarà proprio così? Il regista Dezaki ha il difficile compito di riannodare tutti questi fili sciolti, facendo riavvicinare i personaggi che, solo insieme, raggiungono i loro obbiettivi. Nel farlo, non si scorda di inserire le rocambolesche esibizioni di un Lupin particolarmente esuberante, che sfreccia in moto, si getta da aerei in volo e si lancia al galoppo su uno splendido destriero. Il suo è un Lupin III vivace, dinamico, simpatico, ironico e irrefrenabile. Il volto allungato, dai grandi occhi e dal sorriso beffardo è quello di un uomo che non si arrende mai, ma che è disposto a rinunciare al proprio obbiettivo se ritiene di fare la cosa giusta da fare, come si scoprirà in un finale a sorpresa perfettamente in linea con il suo carattere. Da un punto di vista stilistico, oltre alla già citata iperdinamicità, va segnalato come in questo lungometraggio Dezaki utilizzi uno dei suoi “trucchi” preferiti: fermo immagine con il disegno che, dalle tinte piatte tipiche dell’animazione, passa a toni pastello, ricchi di sfumature che rendono l’immagine evocativa. Un metodo per sottolineare le scene clou della vicenda, cristallizzandole in immagini di grande impatto visivo. Bene, non resta che tuffarsi nella visione del film, per verificare se anche questa volta Lupin riuscirà a sfuggire a uno Zenigata che dichiara a pieni polmoni: “sono disposto ad arrivare ai confini dell’universo pur di prenderlo”.

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