Lupin III – Le profezie di Nostradamus

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Titolo originale: Kutabare! Nostradamus

Storia originale: Monkey Punch

Sceneggiatura: Hiroshi Kashiwabara, Toshiya Ito

Direzione dell’animazione: Kenji Hachizaki

Direzione della fotografia: Hajime Hasegawa

Montaggio: Takeshi Seyama

Regia: Toshiya Ito

Produttori: Kazuaki Ito, Tadahito Matsumoto, Koji Takeuchi

Produttore esecutivo: Hidehiko Takei

Musiche: Yuji Ohno

Direzione del suono: Satoshi Kato

Sigla di chiusura: Iori Sokagami

Anno di produzione: 1995

Durata: 100 minuti

[color=red][size=14]L[/size][/color]e profezie di Nostradamus è il quinto lungometraggio di Lupin III ad approdare, nel 1995, nelle sale cinematografiche giapponesi, a otto anni di distanza da La cospirazione dei Fuma. A garanzia della sua qualità basta sottolineare che è stato prodotto dallo studio Telecom della NTV, lo stesso che ha firmato Il castello di Cagliostro diretto da Hayao Miyazaki. Il film si apre nel primo mese dell’anno 1999, e tutta la vicenda ruota attorno alle profezie di Nostradamus e al tomo originale in cui sarebbero contenute. Nato nel 1503 in Provenza, Michel de Notre-Dame (solo in seguito conosciuto come Nostradamus) era un astrologo che nel 1555 scrisse Vrayes Centuries et Propheties de Maistre Michel Nostradamus (“Vere centurie e profezie di Mastro Michel Nostradamus”), ben 553 oracoli redatti sotto forma di quartine che descrivevano eventi futuri fino al quarto millennio. Secondo il film, la versione originale di tale libro, contenente alcune profezie mancanti nei libri stampati, sembrerebbe essere custodita nella cassaforte della fondazione Douglas, ma è anche nelle mire di Raizuly, leader e predicatore della Setta di Nostradamus. Per questo motivo Raizuly fa rapire Julia figlia di Douglas (che tra l’altro intende candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti), intenzionato a utilizzarla per avere accesso alla protettissima cassaforte. Ovviamente anche Fujiko e Lupin sono interessati al volume, valutato ben cinquanta milioni di dollari, e si gettano nell’impresa ognuno per proprio conto. Inutile dire che, come in ogni lungometraggio di Lupin, questo è solo l’incipit di una storia dai ben più intricati sviluppi, con Lupin imprigionato nella mortale Isola del Diavolo, Fujiko controllata dalla setta di Nostradamus, Zenigata in lacrime perchè crede che il suo antagonista sia morto, e molto altro ancora, incluso lo spettacolare grattacielo di duecento piani della fondazione Douglas. In mezzo a tanta azione, tra l’altro realizzata con un disegno pulito e preciso, sono ancora una volta i personaggi ad avere grande importanza. In particolare, Lupin svela il proprio attaccamento a Fujiko, descrivendo lei e il loro rapporto con poche, fulminanti parole: “Ama il denaro e i gioielli, è testarda come un mulo e ogni tanto mi tradisce. E’ proprio questo che la rende così affascinante. Ogni volta attendo con ansia il suo nuovo tradimento.” Ed è sempre Lupin a svelare una delle sue massime di vita: “Il segreto per godersi la vita sta nel numero di follie che ognuno di noi riesce a commettere.” E alla fine, come spesso gli capita, più che del bottino Lupin si preoccuperà della salute di chi gli sta vicino, per esempio di quella della piccola Julia, sottratta alle grinfie dei suoi rapitori, o ancora di quella di un bimbo brasiliano rimasto orafano e senza casa. Chissà, forse, alla resa dei conti, il tesoro più prezioso di Lupin III resta il suo cuore d’oro.