Lupin III – La pietra della saggezza

Lupin III - La Pietra della Saggezza
Titolo originale:
Lupin vs Fukusei Ningen
Creato da:
Monkey Punch
Sceneggiatura:
Atsushi Yamatoya, Soji Yoshikawa
Direzione dell’animazione:
Yoshio Kabashima, Yuzo Aoki
Regia:
Soji Yoshikawa
Musiche:
Yuji Ohno
Produzione:
TMS ENTERTAINMENT. LTD.
Anno di produzione:
1978
Durata:
102 minuti

« Una cosa incredibile, Lupin non sa nemmeno sognare … lo schermo rimane buio, solo Dio o un uomo completamente idiota può avere un subconscio simile »

(Mamoo)

TRAMA

Lupin III è deceduto. L’ispettore Zenigata riceve la ferale notizia che il suo acerrimo nemico è stato giustiziato. Anche Lupin III è stato informato della propria morte. Ma allora che era lo sfortunato condannato? Entrambi si recano in Transilvania per scoprirlo, venendo coinvolti in un’incredibile avventura. Un misterioso individuo è alla ricerca del segreto dell’immortalità e, per ottenerlo, è disposto a qualsiasi cosa, anche a sterminare tutto il genere umano. Giocare con le leggi della natura, però dimostrarsi estremamente pericoloso…

COMMENTO

Transilvania Lupin III ciondola senza vita da una forca: è stato giustiziato. E’ questo lo scioccante incipit di La pietra della saggezza, il primo lungometraggio dedicato al celebre personaggio creato da Monkey Punch. Ma, come ben sanno i suoi fan, non sempre le cose sono come sembrano. Dello stesso avviso è anche il tenace Zenigata, il poliziotto giapponese che da sempre la caccia al buffo ladro e che non è per nulla disposto a credere che la sua preda sia sparita dalle scene. Per questo motivo, nonostante un temporale torrenziale, Zenigata s’inerpica in auto lungo un irto sentiero della Transilvania, piombando in un cupo castello ove scopre che Lupin è ancora vivo e vegeto, beffardo e sghignazzante come non mai. E’ l’inizio di un’avventura dai continui colpi di scena, ambientata in ogni angolo della terra. Il secondo round tra gli eterni rivali ha infatti luogo in Egitto, all’interno di una piramide. Qui, sebbene Zenigata tenti invano d’impedirglielo, Lupin ruba la favolosa pietra della saggezza per conto della contribuente Fujiko – in questa occasione più discinta e sensuale che mai – che a sua volta lavora per un oscuro personaggio dai progetti ambiziosi. Entra quindi in scena il misterioso Mamoo, alla ricerca del segreto dell’eterna giovinezza, che potrebbe essere celato proprio nella pietra della saggezza.
Quella di questo film è una trama ricca ed articolata, che una volta tanto non ha a che fare con un tesoro materiale, ma con un obiettivo ben più ambizioso: la sconfitta della morte. Si tratta inoltre di un lungometraggio estremamente ricco dal punto di vista narrativo e prodigo di citazioni.
Probabilmente è l’avventura animata di Lupin in cui viene maggiormente approfondito il rapporto tra i personaggi. Il seppur saldo legame d’amicizia tra Lupin, Jigen e Goemon manifesta infatti alcune crepe, dovute principalmente alle differenti personalità dei characters. Differenze evidenziate dalla “cartina di tornasole” Fujiko che, con i continui e riuscitissimi tentativi di seduzione del protagonista, provoca tensioni all’interno del gruppo.
Sul fronte propriamente cinematografico vanno segnalati omaggi a importanti film hollywoodiani come, per esempio, Star Wars. Ma è all’inquietante Duel del regista Steven Spielberg che viene dedicata una lunghissima sequenza: Lupin in automobile, inseguito da un gigantesco camion lungo la strada costellata di pericolosi tornanti, è un vero e proprio rifacimento in chiave animata di una scena della celebre pellicola. L’unica differenza sta nell’aggiunta di un pizzico di ironia, caratteristica di cui certo non difetta il sagace ladro nipponico. Da segnalare anche le citazioni d’importanti dipinti di pittori come Salvator Dalì e Giorgio De Chirico, le cui tele si trasformano in onirici ambienti su cui far muovere i personaggi. Infine, come non sottolineare tra i tanti temi toccati quello della clonazione, oggi ben noto a tutti, ma all’epoca del film, il 1978, certo più ostico da affrontare. Insomma, La pietra della saggezza si presenta agli occhi del grande pubblico come un film ricco di spunti e dai molteplici livelli di lettura, attento alla storia come ai personaggi. Al momento della sua realizzazione, gli autori erano consci di lavorare al primo film di una vera e propria star internazionale, destinata ad ampliare ulteriormente la propria popolarità. Per questo motivo vi hanno infuso tutte le proprie energie creative, giungendo a un risultato eccellente.

L’ANIMATORE

A firmare le animazioni del film La pietra della saggezza è Yuzo Aoki, un animatore, regista e character designer a cui Lupin III deve molto. Aoki si è infatti occupato anche della terza serie televisiva, del 1984, svolgendo i ruoli di character designer e di direttore della maggior parte degli episodi. Suo è l’inconfondibile stile “gommoso” e grottesco che Lupin sfoggia in questa serie tv. Così come suo è l’inconfondibile fossetta che il mento del simpatico ladro acquisisce nell’ultima serie. Aoki è anche il regista dell’adattamento di un’altra opera di Monkey Punch. Si tratta di un video del 1991 dal titolo Monkey Punch No Sekai Alice (“Il mondo di Monkey Punch: Alice”), in cui uno scienziato pazzo si innamora della sua creazione, un androide dalle fattezze femminili, chiamato Alice. A quanto pare i personaggi di Punch si trovano proprio bene nelle mani di Aoki!

IL PERSONAGGIO

In La pietra della saggezza appare uno degli avversari più temibili, potenti e astuti che Lupin III abbia mai affrontato. Si tratta di Mamoo, individuo avvolto da un’aurea di mistero, chiaramente temibile seppure buffo all’apparenza. Basso e ossuto, capelli lunghi e bianchissimi, giacca viola, ha un aspetto stravagante. In alcune sequenze in grado di volare, svanire e apparire a piacimento, e giunge perfino ad autodefinirsi “dio”. Grazie alla clonazione, Mamoo vive infatti da migliaia di anni, cosa impossibile agli esseri umani. Ma il processo di clonazione contiene in sé alcuni difetti che hanno portato il suo corpo a una lenta degenerazione. Ora vuole conquistare il segreto della vita eterna, e per farlo è disposto a qualsiasi cosa.

IL MONDO DI LUPIN

Il mercato discografico giapponese è, per volume di affari, il secondo al mondo e viene subito dopo quello statunitense. I giapponesi sono insomma dei gran consumatori di musica, compresa quella legata agli anime. Durante la realizzazione di un anime viene infatti messa grande cura nella creazione di colonne sonore e canzoni ad hoc, così che i cartoni abbiano appropriate sigle di apertura e chiusura, nonché musical background utilizzati come sottofondo alle varie scene. Solitamente la musica non viene utilizzata per la sola animazione, infatti molto spesso è raccolta in appositi supporti per essere venduta in altri canali. Fino a qualche anno fa erano i dischi in vinile, 45 e 33 giri, i supporti più diffusi, oggi tocca ai CD. Anche Lupin III ha avuto la sua buona dose di dischi. Molti i 45 e 33 giri, pubblicati puntualmente all’uscita di ogni nuova serie televisiva o lungometraggio. Generalmente sulle cover di tali dischi era presente un’immagine dedicata al personaggio, tratta dall’anime o magari appositamente disegnata da Monkey Punch, il creatore del manga. All’interno potevano essere presenti agili pieghevoli con altre immagini, mentre la quarta cover veniva talvolta dedicata alla cantante chiamata a prestare la propria voce alle canzoni. Con l’avvento dei CD, che da tempo hanno completamente sostituito il vinile, la situazione non è cambiata molto, semmai le immagini si sono fatte più accattivanti e i booklet, i libretti che accompagnano la confezione, sempre più ricchi. In Giappone sono molto diffusi anche i mini CD, praticamente i moderni corrispettivi dei 45 giri in vinile, dalle dimensioni più piccole dei normali CD e il contenuto limitato a due brani. Negli ultimi anni, vista la grandissima popolarità di Lupin III e il gran numero di pezzi musicali dedicatigli, sono state realizzate anche parecchie compilation, nonché vere e proprie jazz session, in cui importanti artisti del mondo della musica si cimentano nel ricreare le atmosfere delle sue avventure. Le cover sono sempre dedicate a lui, ironico e beffardo, elegante e avventuroso: l’inafferrabile Lupin III.