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Lupin III – Dead or Alive

Lupin III - Dead or Alive Logo
Lupin III – Dead or Alive Logo
Titolo originale:
(ルパン三世 DEAD OR ALIVE Rupan Sansei – DEAD OR ALIVE?)
Storia originale:
Monkey Punch
Produttore responsabile:
Kazumitsu Ozawa, Hidehiko Takey
Produttori:
Shinichiro Maeda, Tadahito Matsumoto
Sceneggiatura:
Hiroschi Kashiwabara, Shoji Yonemura
Main Theme:
Yuji Ohno
Regia delle animazioni:
Hiroyuki Yano
Regia:
Monkey Punch
Produzione:
Lupin The Third Committee
Anno di produzione:
1996
Durata:
97 minuti

TRAMA

Lupin III questa volta è a caccia del leggendario tesoro dell’isola di Zufu, nascosto dal sovrano dell’omonimo Paese prima di essere assassinato dal Generale Cacciateste, militare che ne ha usurpato il potere con un colpo di stato. Con l’aiuto di Jigen, Goemon e Fujiko, Lupin questa volta mette a repentaglio la propria vita non soltanto per recuperare l’oro del re, ma anche per combattere l’ingiusta tirannia che sta riducendo un intero popolo alla fame. L’avventura ha così inizio e le difficoltà per Lupin e i suoi amici deriveranno tanto dagli affilati coltelli del generale Cacciateste e dei suoi seguaci, quando dai pericolossissimi tentacoli tecno-organici lanciati a difesa del tesoro. Le cose però non sempre sono come appaiono, e i colpi di scena certo non mancheranno. In mezzo a tanta violenza troverà spazio anche un sentimento delicato come l’amore… Ma nulla può distrarre Lupin dalla sua vera missione, e la ricerca del tesoro, nonostante tutto, continua…

COMMENTO

In questo quinto lungometraggio per il cinematografo, il camaleontico Lupin III è alla caccia di un nuovo tesoro. Pare che, sull’isola di Zufu, in MediOriente, si celino immense ricchezze, lì depositate dal legittimo sovrano prima di essere assassinato da un usurpatore, il generale Cacciateste. Con gli inseparabili compagni Jigen e GoemonLupin si reca sul posto per esaminare la situazione. Non appena posato piede sull’isolotto che ospita l’ambito bottino, i tre vengono assaliti da strani tentacoli tecno-organici che cercano di ucciderli. Dopo una fuga precipitosa, il trio deve quindi riorganizzarsi per il contrattacco, cominciano a raccogliere informazioni sul tesoro e sugli eventi passati del piccolo regno. Lupin & C. scoprono così che Cacciateste ha preso il potere dopo aver assassinato il re e il principe, e che vanta una formidabile abilità nell’uso dei coltelli, sue armi preferite, che utilizza per sbarazzarsi dei nemici. Neanche Cacciateste, però, è mai riuscito a impadronirsi del tesoro, perchè bloccato dai tentacoli tecno-organici. Sembra che solo la figlia del dittatore, tenuta segregata contro il suo volere, conosca il segreto per fermare la nano macchina che controlla i terribili tentacoli. Mentre Lupin prepara il suo piano d’azione, altri giocatori scendono in campo. Tra questi, Fujiko Mine, che riesce con l’inganno a farsi assumere da Cacciateste, e l’inossidabile ispettore Zenigata, ancora una volta sulle tracce di Lupin. Infine, Oleandro, una donna agente segreto al servizio di Cacciateste. E’ proprio attorno a quest’ultima che Lupin decide di far ruotare la propria, macchinazione: la ragazza, infatti, un tempo era legata al principe di Zufu e per questo motivo tra lei e Cacciateste non corre buon sangue. Così come un abile giocoliere fa ruotare in aria molte sfere, anche Lupin affronta contemporaneamente più sfide: oltre a scoprire il segreto della nano macchina, l’abile ladro deve tenere d’occhio Oleandro ed evitare di essere ucciso da Cacciateste nonché di farsi catturare da Zenigata. Il lungometraggio diviene così un susseguirsi di inseguimenti e colpi di scena, travestimenti e scontri all’ultimo respiro. Insomma una tipica avventura di Lupin III, ma con qualche dettaglio del tutto originale. Come la spiccatissima fossetta sul mento di Zenigata, decisamente più evidente del solito, che fa il paio con una ancora più accentuata determinazione del personaggio. Ma anche un Lupin meno colwnesco e più serioso, addirittura triste quando si rende conto di aver giocato coi sentimenti di una donna. Persino Fujiko è più accomodante e mette subito da parte le proprie tentazioni da doppiogiochista per fare squadra con Lupin e soci, forse anch’essa consapevole che il nemico più temibile è qui rappresentato dal sanguinario Cacciateste. Insomma, i tesori sono importanti, l’azione pure, ma Dead or Alive ci ricorda che i personaggi sono il vero cuore palpitante di qualsiasi vicenda. E in questo film i character sono davvero tanti e tutti di pari importanza; i loro sentimenti offuscano qualsiasi tesoro, passano in primo piano rispetto a ogni sfida, anche a quelle più rocambolesche. Comunque sia, non temete, alla fine a trionfare sarà sempre lui, il ladro gentiluomo, perché come ben sottolinea Zazà: “Lupin è sempre un passo avanti a noi”.

IL REGISTA

Regista di Dead or Alive è nientemeno che il creatore di Lupin III, Kazuhiko Kato in arte Monkey Punch. Nato il 26 maggio 1937 nell’ Hokkaido, sin da bambino desidera diventare un autore di fumetti e comincia a esercitarsi su alcune riviste amatoriali. Il suo esordio ufficiale nel mondo dei manga risale al 1965, col fumetto breve Playboy Nyumon (“Come diventare un playboy”), seguito da parecchi altri, compreso un adattamento dei racconti de Le mille e una notte. Tra le sue principali fonti di ispirazione vi è la rivista umoristica americana Mad, la cui satira grottesca e dissacrante lo influenza non poco. Altra sua famosa serie è Isshuku Ippan, composta da storie lampo in una o due tavole, incentrata sulle avventure di un buffo ronin, un samurai senza padrone.

IL PERSONAGGIO

Oleandro
Oleandro

Dal nome abbastanza insolito, uguale a quello di un fiore, Oleandro è un personaggio dalla personalità complessa, che rivela solo in parte a chi le sta intorno. Estremamente bella e affascinante, ma silenziosa e malinconica, lavora in un bar della città di Zufu. In realtà si tratta solo di una copertura per la sua vera professione, quella di agente segreto al servizio del governo. Apparentemente forte e cinica, possiede in realtà un animo onesto e idealista che l’accompagna in ogni scelta e le procura non pochi guai. E’ abile sia nella lotto corpo a corpo, sia nell’uso delle armi; inoltre non teme di mettere a rischio la propria vita nel corso di una missione. I suoi occhi dal taglio orientale e lo sguardo apparentemente gelido, rivelano talvolta la tristezza dovuta a un grande dolore che la lega al passato, che si cela indissolubilmente nel suo cuore.

IL MONDO DI LUPIN

Negli anime di Lupin sono molti i personaggi che appaiono diversi da quello che sembrano perché abilmente camuffati da abiti e maschere. Ma è Lupin il vero mago del travestimento , del cambio d’identità, del sagace inganno. Anche in Dead or Alive appare più volte sotto mentite spoglie, riuscendo a confondere tutti coloro gli stanno attorno. Maschere di gomma, barba e baffi finti, vestiti larghi o stretti, tacchi, trucchi, finte cicatrici, ogni dettaglio è utile per modificare il proprio aspetto e i tratti somatici. Ottime doti di recitazione e la capacità di dissimulare la propria voce o imitare quella altrui, fanno il resto. Cerco Lupin si traveste per sfuggire agli avversari, per ingannarli, per spiare, estorcere informazioni, mettere in atto complessi piani, ma anche perché si diverte. Proprio così: il suo egocentrismo, l’eterno bambino che è in lui, il gusto per il pericolo, la gioia per la sorpresa, la volta di stupire sono tutti elementi che lo spingono al cambio di identità, a sorridere dell’avversario che casca nel tranello, a strapparsi la maschera con una risata beffarda, e la gioia un pò infantile di chi è perfettamente conscio di aver ingannato ancora una volta i propri antagonisti. Così, nel corso di tanti film, puntante televisive e manga, ha assunto l’identità di donne, autisti, poliziotti, cuochi, suore, samurai, arabi e, addirittura quella di Jigen e di Zenigata. Insomma, se state guardando un anime di Lupin III non potrete mai essere certi che il personaggio al centro del video sia quello che dice di essere o se sia invece l’ingannevole Lupin. A meno che lui non voglia farvelo sapere, strappandosi la maschera e mostrando il proprio sardonico sorriso.

  • Simone

    bello

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