Lupin III – La Cospirazione dei Fuma

Lupin III - La Cospirazione dei Fume Logo

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Titolo originale:
(ルパン三世 風魔一族の陰謀 Rupan Sansei – Fūma ichizoku no inbō)
Produttore:
Koji Takeuchi
Supervisore:
Yasuo Otsuka
Sceneggiatura:
Makoto Naito
Regia:
Masayuki Ozeki
Direzione dell’animazione: 
Kazuhide Tomonaga
Direzione artistica: 
Shichiro Kobayashi
Fotografia:
Akio Saito
Musiche:
Kiyoshi Niyaura
Produzione:
Toho Co., LTD e TMS
Anno di produzione:
1987

« Sei vivo… allora ti posso arrestare! »
(“Zenigata dopo aver visto Lupin III, che credeva morto”)

TRAMA

Goemon si sposa? L’ispettore Zenigata è diventato un monaco buddista? Che tutti abbiano deciso di mettere la testa a posto e il cuore in pace? Niente paura, perché la dolce Murasaki, che ha rubato il cuore di Goemon, è figlia dell’antica famiglia Suminawa, che da 400 anni si tramanda un favoloso tesoro, nascosto e protetto da complicatissimi e micidiali marchingegni. Un nascondiglia che la perfida famiglia Fuma sta cercando con accanimento. E ora che il vaso dove tutte le risposte stanno scrite sta per essere ereditato da Murasaki nel giorno del suo matrimonio, i Fuma decidono di entrare in azione. Ma pensate forse ce dove si trova un tesoro non si trovino anche Lupin, Jigen e Fujiko?

COMMENTO

La cospirazione dei Fuma è il quarto lungometraggio per il cinematografo dedicato a Lupin III. Pensato come film per il solo mercato dell’ home video, è stato proiettato nelle sale nipponiche già nel 1987, dopo soli sei mesi di lavorazione. Il film si apre, con una situazione davvero insolita per Lupin e compagni: nientedimeno che un matrimonio. A convogliare a giuste nozze è il silenzioso Goemon, che si appresta a unirsi alla giovane e bella Murasaki Suminawa. E non si tratta di una finzione, di un trucco o di uno dei piani diabolici escogitati dallo strano gruppo che fa capo al ladro giapponese. Si tratta proprio di un matrimonio in piena regola. Ma quando c’è di mezzo Lupin nulla si svolge come ci si aspetta. Proprio quando la cerimonia è giunta al culmine e il nonno di Murasaki si appresta a consegnare a Goemon il vaso di famiglia trasmesso di generazione in generazione, piombano sulla scena i ninja della perfida famiglia Fuma, determinata a impadronirsi del prezioso oggetto. Già, perchè nel vaso si cela il segreto relativo al tesoro dei Suminawa, nascosto da quattrocento anni e, a quanto si dice, davvero fantasmagorico.

E’ solo il primo di una serie di colpi di scena che coinvolgeranno Lupin e soci, in gara contro i Fuma per attivare per primi al bramato tesoro. Come se non bastasse, a complicare la situazione giunge l’immancabile Zenigata. Scoperto che Lupin non è morto come credeva, il buon ispettore è pronto a gettarsi nella mischia per dargli la caccia. Non manca nemmeno Fujiko, fortemente intenzionata, come al solito, a tenersi il bottino tutto per sè. Risultato? Una serie di inseguimenti mozzafiato, duelli a colpi di katana, trappole ben congegnate e situazioni rocambolesche. In altre parole, un genuino, imprevedibile, dinamicissimo film di Lupin III!

Oltre alla consueta dose di azione e di trovate divertenti, tra i punti forza del film La cospirazione dei Fuma emerge una particolarità: l’ambientazione giapponese. Tale caratteristica potrebbe apparire scontata visto che si tratta di un anime – un cartone animato giapponese -, ma così non è. Sin dalla sua nascita come fumetto, le serie dedicate a Lupin hanno prediletto ambientazioni e dettagli, come auto e gli abiti, di matrice europea. Vedere i personaggi muoversi tra la natura della montagne Hida, nella prefettura di Gifu, è quindi una piacevole sorpresa.

La sequenza di apertura già preannuncia questa tendenza, mostrando uno spettacolare tempio giapponese, mentre una suggestiva musica folkloristica fa da sottofondo. Seguono scene in cui un monaco scintoista agita dei gohei (strisce di carta intrecciate) a scopo purificatorio, poetici ciliegi in fiore i cui petali sono trasportati dal vento, giardini tradizionali, vicoli cittadini dalle case in legno, caratteristiche località termali e le piccole statue sacre poste agli angoli delle strade di campagna. Una moltitudine di dettagli e di colori che fanno respirare appieno le atmosfere del Giappone tradizionale, un mondo incantato che mantiene ancora intatto tutto il suo fascino, appena fuori dalle fin troppo tecnologiche metropoli nipponiche. Ma…alla fine Goemon si sposa oppure no? Bè, per scoprirlo non rimane che vedere il film.

IL SUPERVISORE

Yasuo Otsuka: è uno degli animatori che più hanno legato il proprio nome a quello di Lupin III. Fa parte sin dall’inizio dello staff che realizza la prima serie televisiva, inoltre sua è l’idea di far guidare una Cinquecento al personaggio, utilizzando come modello la propria auto. Nato il 7 marzo 1931, Otsuka entra nel mondo dell’animazione a 26 anni, dopo aver lavorato come impiegato statale. La sua prima occupazione come animatore è presso lo Studio Nichido, più tardi rilevato dalla Toei Company destinata a diventare prima Toei Doga e poi Toei Animation. In seguito passa alla A Production e alla Telecom Animation Film, studio della TMS che si occupa di lungometraggi e per cui lavora tuttora. E’ stato il maestro di Hayao Miyazaki e di Yoshifumi Kondo.

IL MONDO DI LUPIN

“Chi lo sa che faccia ha, chissà chi è…” cantava la sigla televisiva italiana dei cartoni animati di Lupin III, ma certo è che tutti sanno che indossava un’elegante giacca. Il colore del capo d’abbigliamento, però, non è sempre lo stesso e permette di distinguere una serie televisiva, ma anche un film, da un’altra.

Nel 1967, quando viene creato dal mangaka Monkey Punch, Lupin indossa una giacca di un bel rosso brillante. Colore che è mantenuto al momento della realizzazione di un film pilora, nel 1969. Quando esce la prima serie televisiva, però, la giacca diventa verde. Nella seconda serie torna a essere rossa (tranne negli episodi 145 e 155, affidati al regista Hayao Miyazaki), per tingersi di un rosa shocking con la terza serie. Tale camaleontico cambiamento avviene anche nei lungomentraggi. Il primo, La pietra della saggezza, del 1978, vede Lupin indossare la giacca rossa. Il secondo, Il castello di Cagliostro del 1979, riporta alla ribalta il verde. Il rosa arriva nel 1985 con La leggenda dell’oro di Babilonia, il terzo film. Generalmente sono i registi a imporre il colore della giacca, riconducendolo a una personale visione del personaggio. Miyazaki, per esempio, ha sempre ritratto Lupin in verde.

Il “giochetto” del cambio giacca intriga molto sia gli animatori che gli appassionati, forse è per questo motivo che ne La cospirazione dei Fuma – dove Lupin indossa una giacca verde perché il supervisore Yasuo Otsuka la pensa come Miyazaki – la giovane Murasaki trova nella Cinquecento del protagonista una giacca di ricambio, che però è rossa! Insomma, a prescindere dal colore, dentro quella giacca c’è sempre lui, l’inimitabile Lupin III.

IL PERSONAGGIO

Murasaki Suminawa

Murasaki Suminawa

Oltre alla gang di Lupin e Zenigata, il personaggio di rilievo ne La cospirazione dei Fuma è Suminawa Murasaki. Creata appositamente per questo lungometraggio, la fanciulla viene presentata come la promessa sposta di Goemon. In realtà non sappiamo molto di questa graziosa ragazza di diciotto anni, neanche cosa l’abbia spinta a innamorarsi di un uomo tanto scontroso. Il suo comportamento, però, racconta molto del suo carattere. Decisamente solare, è vivace e ama scherzare. Non ha paura di affrontare il pericolo e si getta senza esitazione alla ricerca del tesoro dei propri avi. Vista la giovane età, mantiene un pizzico di civetteria, come dimostra il fermacapelli a forma di farfalla che indossa in molte occasioni. Per il matrimonio opta invece per un kimono, mostrando grande rispetto per la tradizione.