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Lupin III – Alcatraz connection

Lupin III - Alcatraz Connection Logo
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Titolo originale: Alcatraz Connection – (ルパン三世 アルカトラズコネクション Rupan Sansei – Arukatorazu Konekushon)
Tratto dai fumetti originali di: Monkey Punch
Produttore: Yasumichi Ozaki
Sceneggiatura: Hiroshi Kashiwabara
Regia: Hideki Tonokatsu
Character Design: Toshimitsu Kobayashi
Direzione dell’animazione: Satoshi Hirayama, Toshimitsu Kobayashi
Direzione artistica: Takashi Miyano
Direzione della fotografia: Toshihiro Kawada
Musiche: Yuji Ohno
Una produzione: TMS ENTERTAINMENT, LTD.
Anno di produzione: 2001
Durata: 90 minuti

« Il solo pensiero di doverti inseguire anche in questo millennio mi fa star male, Lupin »
(“Zenigata”)

Tredicesimo special televisivo per Lupin III e nuova kermesse d’avventura, mistero, colpi di scena, inseguimenti e travestimenti. Fuga da Alcatraz, o Alcatraz Connection secondo l’esatta traduzione del titolo originale, infatti, non solo è uno dei film più recenti di Lupin, ma anche uno dei più riusciti. Tutto comincia con una rapina alla nave da crociera Kelly Mitraglia, sulla quale è presente un casinò segreto gestito dalla mafia. Lupin pare intenzionato a impossessarsi della cassaforte contenuta su quella bisca galleggiante, causando le ire dei proprietari e il pronto intervento del solito Zenigata, questa volta affiancato da un collega amercano. ma il tentativo di rapina è solo un trucco per sviare i sospetti dal vero obbiettivo. Il famoso ladro è infatti interessato a una dettagliata carta dei fondali marini della baia di San Francisco che la Kelly Mitraglia, ormeggiando in quel luogo, sta contribuendo a realizzare grazie a precise rilevazioni. Quel tratto di mare, infatti, a causa di bufere improvvise è stato per decenni la tomba di molte navi. Tra queste un veliero carico d’oro, che nel 1854 è affondato con il suo tesoro raggiungendo i 6.000 metri di profondità. Ora la mafia e Lupin sono in concorrenza nel tentativo di recuperarlo. Ma come scopriranno gli spettatori, tale competizione nasconde ulteriori segreti e coinvolge organizzazioni di ogni tipo. Per esempio quella dei Sette Occulti, sorta di loggia segreta e criminale i cui componenti sono uomini misteriosi e privi di scrupoli. Inoltre, il rocambolesco tentativo di recupero è in qualche modo connesso a due misteri della storia moderna; l’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy e la chiusura del super carcere di Alcatraz. I pezzi del puzzle, insomma, sono molti e di difficile collocazione. Tra un enigma e l’altro, vi è spazio per i consueti ingredienti che rendono piccante ogni avventura di Lupin. Per esempio i velocissimi inseguimenti, uno dei quali a bordo di un tram di San Francisco, unica città americana a fare uso del pittoresco mezzo di trasposto pubblico, tipicamente europeo. Poichè Lupin viene catturato da un Zazà particolarmente intraprendente, travestimenti e mirabili piani di fuga sono assicurati. In mezzo a tutta questa confusione non bisogna però scordarsi di sottolineare l’importanza e il fascino sinistro dell’ambientazione che domina la seconda metà del lungometraggio: il carcere di Alcatraz. Chiamato semplicemente The Rock (“La roccia”) da detenuti e secondini, è il carcere di massima sicurezza più famoso degli USA. Costruito nel 1962, è posizionato su un’isoletta rocciosa a soli due chilometri da San Francisco. Chiuso nel 1963, per imprecisati problemi di bilancio, è ora meta di turisti attratti dalla sua aura di pericolosità. Alcatraz è stato al centro anche di un film hollywoodiano, intitolato Fuga da Alcatraz (in originale Escape from Alcatraz), diretto da Don Siegel nel 1979 e ispirato a un romanzo di J. Campbell Bruce che narra l’unico tentativo di fuga realmente riuscito nel 1962 e che fu probabilmente la vera causa di chiusura del carcere. A interpretare il carcerato fuggitivo è uno strepitoso Clint Eastwood, forse uno dei pochi attori che, in fascino e agilità, possono competere con un personaggio del calibro di Lupin III.

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