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Con XL di Repubblica il DVD di “Lupin III – Il Castello di Cagliostro”

Alla sua proiezione al Festival di Cannes del 1980 fece perdere la testa a Steven Spielberg. Oggi XL lo offre ai suoi lettori in un imperdibile dvd. È Il castello di Cagliostro, capolavoro di Hayao Miyazaki sul ladro gentiluomo. A euro 9,90 più il prezzo della rivista.

Simon Templar, alias Il Santo, ipnotizzava folle di telespettatori britannici e statunitensi grazie al caratteristico aplomb di Roger Moore. Sul grande schermo l’ispettore Jacques Clouseau interpretato da Peter Sellers inseguiva un inafferrabile Fantasma che andava ghiotto per i diamanti rosa di caratura improbabile. Dalle nostre parti impazzava Diabolik, l’assassino dai 1000 volti, eroe nero degli albi tascabili creato dalle sorelle Giussani. Erano i favolosi anni Sessanta e nei fumetti come al cinema e in tv tutti andavano matti per i ladri. In Giappone, intanto, un tecnico radiologo di Hokkaido, tale Kazuhiko Kato, abbandonava per sempre la sua onesta professione. L’episodio sarebbe di scarsa rilevanza rispetto a quanto sopra se non fosse che, divenuto autore di manga e assunto il bislacco nom de plume Monkey Punch, nel ’67 Kato-san avrebbe dato un apporto non indifferente alla mitologia del borsaiolo.

Correva infatti quell’anno quando sul settimanale Weekly Manga Action fece il suo debutto il più sgangherato (e amato) ladro di sempre: Arsenio Lupin III. Il resto è storia, anzi storie: milioni di volumi venduti in tutto il mondo, videogame, gadget di ogni tipo e naturalmente, uno degli anime di maggior successo mai trasmessi, andato in onda a partire dal 1971. Discendente in linea diretta dell’Arsène Lupin letterario di Maurice Leblanc (dettaglio che negli anni ha causato ben più di un problema legale), Lupin III è un ladro gentiluomo con il debole per le donne. Sempre accompagnato dal tiratore provetto Jigen, dal taciturno samurai Goemon (a sua volta discendente di un famosissimo tagliaborse del folklore nipponico) e dall’inaffidabile Fujiko, Lupin va in giro per il mondo portando a segno colpi impossibili, mentre il caparbio Ispettore Zenigata si fa in quattro inutilmente per acciuffarlo. Le sue avventure rispecchiano perfettamente l’esprit du temps in cui il personaggio è nato, un mix tra spy-story sexy e mistero con una colonna sonora jazz e una punta appena di fantasy. Una formula che ha trovato piena realizzazione nelle tre serie tv, nei numerosi special e soprattutto nei lungometraggi animati dedicati al criminale dal cuore d’oro. Tra questi un posto di assoluto riguardo spetta proprio a Il castello di Cagliostro, l’anime che trovate allegato al numero di XL di marzo. Il debutto cinematografico del premio Oscar (nonché Leone d’Oro alla carriera) Hayao Miyazaki, visionario regista di La città incantata, Il mio vicino Totoro e un’altra decina di straordinari film d’animazione, avviene infatti nel ’79 proprio con Lupin, personaggio di cui lui stesso anni prima aveva curato la regia televisiva. All’epoca Miyazaki non aveva ancora fondato il blasonatissimo Studio Ghibli, ma il suo stile era già pienamente sviluppato. La cura maniacale per le espressioni facciali e le animazioni dei personaggi, gli scenari fiabeschi e sospesi nel tempo, una passione mai nascosta per gli aerei dal design bizzarro: tutti temi ricorrenti nella produzione del maestro ben riconoscibili in Cagliostro.

 

Narra la leggenda che durante la proiezione ufficiale del film al festival di Cannes, nel 1980, uno spettatore rischiò di spellarsi le mani a suon d’applausi. Si trattava di Steven Spielberg, in estasi di fronte alla famigerata scena d’inseguimento iniziale a bordo di un’iconica Fiat 500 gialla. E se la passione di Miyazaki per l’Italia è cosa nota (dopotutto il nome del suo studio deriva da quello di un velivolo in dotazione alla nostra aviazione durante la Seconda Guerra Mondiale), meno famoso è l’amore per il Belpaese del creatore di Lupin. Amore ampiamente ricambiato, si intende.
E se a dimostrarlo non fosse sufficiente lo spropositato numero di t-shirt con il volto di Lupin e soci esibite con orgoglio da migliaia di insospettabili fan, forse basta ricordare che le uniche avventure del personaggio create fuori dal suo paese d’origine sono state realizzate proprio in Italia tra il 1999 e il 2007. L’impresa è riuscita ad Andrea Baricordi e ai suoi Kappa Boys, che con Monkey Punch avevano già collaborato nel ’94. Aiutati da un cast di selezionati artisti (tra cui Giuseppe Palumbo, Jacopo Camagni e Riccardo Crosa) i Kappa hanno quindi dato alle stampe prima all’episodio Il violino di Sherlock Holmes e poi alla maxi-serie Lupin III Millennium. Le ultime imprese animate di Lupin per il momento restano confinate in Giappone. La più recente è di poco più di un anno fa e si intitola The Last Job ovvero L’ultimo colpo. Che il vecchio Zazà sia riuscito una volta per tutte a farlo finire in gattabuia? Difficile da credere. In fondo le prigioni sono come le casseforti: in quarant’anni nessuna ha mai fermato l’incorreggibile gentleman cambrioleur.

 

Fonte: XL – Repubblica

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